Quattro italiani su cinque non leggono 15 minuti al giorno. Serve un Patto sociale per alzare il tempo di lettura

Quattro italiani su cinque non leggono 15 minuti al giorno. Serve un Patto sociale per alzare il tempo di lettura

Il tempo di lettura in Italia resta troppo frammentato: solo un italiano su cinque raggiunge la soglia quotidiana dei 15 minuti. Serve un patto sociale per allenare il cervello alla lettura profonda.

Il tempo di lettura in Italia resta troppo frammentato: solo un italiano su cinque raggiunge la soglia quotidiana dei 15 minuti. Serve un patto sociale per allenare il cervello alla lettura profonda.

Lettura consapevole al tramonto a Roma

L’ultimo Rapporto AIE sullo stato della lettura in Italia rileva una dinamica contrastante tra l’aumento dei lettori occasionali e la contrazione dei tempi dedicati alla lettura abituale. Ovvero la percentuale di italiani tra i 15 e i 74 anni che dichiara di aver letto almeno un libro nel 2025 sale al 76%, ma diminuisce l’intensità e il tempo continuo dedicato alla lettura quotidiana e settimanale. Questo non è un bene. Soprattutto se si considera che i lettori quotidiani sono circa il 15-20% dei lettori totali; che i lettori settimanali, quelli che dicono di leggere tra i 2 e i 3 giorni a settimana, dedicano sessioni brevi e che il tempo dedicato alla lettura è sempre più frammentato durante la giornata.

Se consideriamo che i lettori forti sono il 9% del totale e quelli medi il 38%, tutto il resto sono lettori deboli o persone che non leggono. Se poi consideriamo la soglia dei 15 minuti al giorno, raccomandata dalle neuroscienze per attivare la neuroplasticità, stimolare la concentrazione e prevenire il decadimento cognitivo, il quadro attuale del tempo di lettura in Italia mostra una marcata discrepanza tra media complessiva della popolazione e tempo dei soli lettori attivi. Ma qual è la media reale degli italiani sull’intera popolazione e quanti italiani raggiungono la soglia dei 15 minuti al giorno?

L’AIE e l’Istat suddividono la popolazione in base alla frequenza quotidiana. Da ciò risulta che i lettori quotidiani assidui che leggono 30-45 minuti al giorno sono il 17%, mentre i lettori settimanali regolari che leggono 15-20 minuti spalmati sono il 25%. A questi aggiungiamo i lettori deboli che leggono meno di 5 minuti al giorno e non in modo continuativo, che sono il 30%, e i non lettori che sono oltre il 30%. Nel complesso, dunque, l’allenamento cognitivo quotidiano dei 15 minuti di lettura viene praticato da 1 italiano su 5. Ovvero 4 italiani su 5 non lo raggiungono ancora.

In percentuale si tratta di circa 36 milioni di italiani contro circa 8 milioni che toccano e superano quota 15. Dal punto di vista neuroscientifico, il problema principale non è solo l’assenza totale di lettura, ma la mancanza di continuità: senza i 15 minuti giornalieri di lettura profonda, deep reading, il cervello non attiva regolarmente la rete neurale della concentrazione prolungata, rendendosi più vulnerabile all’affaticamento e alle distrazioni da notifiche e contenuti brevi. Inoltre, per oltre l’80% degli italiani, la lettura non si traduce in un vero e proprio “esercizio neuroplastico” abituale, ma resta un’attività saltuaria o del tutto assente.

C’è molto da fare e molto da sensibilizzare. Senza una pratica di lettura profonda quotidiana, nell’era digitale e dei contenuti frammentati, rischiamo di indebolire la neuroplasticità del cervello, indebolire il pensiero critico e minare la capacità di concentrazione. Ecco perché il nostro obiettivo di aumentare il tempo di lettura degli italiani a 15 minuti giornalieri entro il 2035 è ancora più imprescindibile e conferma l’impegno di Fai Sport Leggi un Libro a un’azione capillare nella società, nelle scuole e università, nei centri sportivi e nelle aziende. Ma per fare questo ci vuole una grande alleanza di tutti i protagonisti del mondo della cultura, editoriale, istituzionale e imprenditoriale. Un patto condiviso per tenere allenato il nostro cervello nei processi di transizione cognitiva e di passaggio alla società “intelligente”.

Andrea Benvenuti

Andrea Benvenuti

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