Giorgio Zanchini
Giornalista
Giorgio Zanchini
Giornalista, autore e conduttore di programmi Rai. Un occhio attento sul mondo del libro e della lettura.
La nostra campagna vuole cambiare il paradigma del rapporto tra lettura e lettori sensibilizzando sulla necessità di allenare le nostre facoltà cognitive. Secondo lei, nella transizione digitale e intelligente, leggere è ancora importante oppure no?
Cominciamo col dire che io amo sia fare sport sia leggere libri. Anzi forse amo di più fare sport che leggere libri però leggo libri, dalla mattina alla sera, per motivi professionali. Senza libri non si vive bene, non voglio essere retorico, ma sono il cibo dell’anima: leggere apre la testa, ti rende più empatico, capisci meglio gli altri, sei più sveglio. E siccome funziona meglio il cervello in ragione delle cose che ho appena detto, si sta meglio anche fisicamente. Proprio per questo motivo è molto corretta la vostra campagna: fare sport, camminare fa bene al nostro corpo, ma senza leggere stai peggio. Le due cose devono andare insieme. E nel mio piccolo io tento di farlo.
Lei è autore e conduttore di programmi sui libri. Dal suo osservatorio hai notato un cambiamento del comportamento dei lettori rispetto al libro e alla lettura?
Negli ultimi trent’anni senza dubbio, la rivoluzione digitale ha cambiato tutto. È anche una semplice questione di attenzione e di tempo, la lettura richiede tempo e concentrazione. La nostra attenzione oggi è invece distratta dai molteplici dispositivi elettronici. La lettura al contrario è una attività che impone attenzione, tempo e cura. Non è consona con i tempi e la contemporaneità che viviamo. Ci vuole uno sforzo per far capire alle persone che senza la lettura e senza i libri, così come senza lo sport, si vive peggio.
Quindi si iscrive alla nostra palestra cognitiva?
Senza dubbio, molto volentieri.

