Marta Pagnini
Ginnasta
Marta Pagnini
rappresenta una figura iconica della ginnastica ritmica italiana. Ha guidato come capitana le "Farfalle" alla conquista del bronzo olimpico a Londra 2012 e a numerosi titoli mondiali. Ha iniziato la carriera giovanissima diventando il simbolo di una squadra capace di eccellere per precisione e armonia. Dopo aver lasciato l'agonismo diventa esempio di leadership e dedizione. Attualmente il suo impegno nello sport è quello di giudice internazionale, commentatrice televisiva e promotrice dei valori olimpici.
Nella ginnastica ritmica la mente deve essere allenata tanto quanto il corpo. Pensa che la lettura possa essere come una sorta di “allenamento mentale” quotidiano, paragonabile alla preparazione fisica in palestra?
Sì, assolutamente. Ho sempre creduto – e continuo a sostenerlo – che tutto ciò che si fa al di fuori della palestra possa diventare un allenamento prezioso, per la mente e per l’equilibrio personale. Io avevo tantissimi interessi e questo mi aiutava sia ad arricchirmi come persona sia a staccare dalla routine quotidiana dell’allenamento.
Negli anni dell’università leggevo soprattutto testi accademici, ma anche quello, in fondo, è un modo per tenere la mente attiva e allenata. L’importante è coltivare qualcosa che ti stimoli e ti faccia crescere, proprio come succede in palestra con il corpo.
Così come un esercizio ripetuto migliora equilibrio e coordinazione, pensa che leggere con costanza possa rafforzare concentrazione, memoria e capacità di gestire la pressione in gara?
Sì, e direi anche qualcosa in più. La lettura non solo rafforza concentrazione e memoria, ma offre una possibilità preziosa di disconnettere, cosa che oggi serve più che mai. Riuscire a mantenere l’attenzione su una pagina, lasciando fuori notifiche, stimoli continui e schermi, non è affatto scontato: è quasi una boccata d’aria rispetto al ritmo frenetico a cui siamo abituati.
In questo senso leggere diventa un allenamento mentale completo: ti aiuta a ritrovare focus, a gestire meglio la pressione e, allo stesso tempo, a creare uno spazio tutto tuo in cui ricaricare le energie.
In allenamento si lavora sulla visualizzazione dei movimenti prima di eseguirli, crede che la lettura, stimolando immaginazione e attenzione, possa aiutare anche nella capacità di visualizzare esercizi e routine?
Devo essere sincera: la visualizzazione è sempre stata una delle parti più difficili per me. Prima delle competizioni avevo bisogno di esercizi molto più pragmatici, concreti, che mi aiutassero a entrare nel gesto tecnico in modo diretto.
Quello che però mi ha aiutata tantissimo è stato leggere moltissimo, soprattutto testi universitari anche complessi, spesso senza la possibilità di confrontarmi con professori o compagni perché mi allenavo nove ore al giorno e non riuscivo a frequentare. Quella quantità di lettura mi ha resa velocissima mentalmente, più sciolta nell’esprimermi e molto più curiosa.
Non so se abbia migliorato la mia capacità di visualizzare gli esercizi, ma sicuramente ha allenato la mia mente in un modo diverso: mi ha dato agilità, apertura e una prontezza che, in gara come nella vita, fanno sempre la differenza.
Il corpo ha bisogno di recupero, ma anche la mente, nei momenti di pausa o dopo una competizione intensa, la lettura può essere uno strumento di rigenerazione mentale, come lo stretching lo è per i muscoli?
Da ginnasta ricordo benissimo che subito dopo una gara c’era quella voglia irresistibile di rompere un po’ gli schemi rigidi del quotidiano: festeggiare, lasciarsi andare, vivere il momento al 100%. È una sorta di liberazione dopo tanta disciplina.
Poi però arriva sempre il momento di decomprimere davvero, di rallentare e riposarsi con calma, senza fretta. Ed è lì che un buon libro diventa perfetto: ti accompagna nel recupero mentale, ti aiuta a rimettere ordine nei pensieri e a ritrovare un ritmo più umano. In quel senso sì, può essere una forma di “stretching mentale” a tutti gli effetti.
Se dovesse spiegare a una promessa della ginnastica ritmica l’importanza di leggere quale paragone userebbe tra costruire una routine solida e costruire, libro dopo libro, una mente più forte e consapevole?
Negli anni dopo la mia carriera ho approfondito molto il tema della preparazione mentale, ottenendo le certificazioni nel coaching e nella PNL. Questo mi ha confermato quanto nella ginnastica – e negli sport tecnici in generale – l’allenamento mentale sia fondamentale, anche se non sempre lo si riconosce pienamente.
Per spiegare l’importanza della lettura a una giovane promessa, userei un paragone molto semplice: è come allenare tutti i muscoli delle gambe tranne uno, per esempio il polpaccio, pensando che “tanto si attiva camminando, quindi non serve lavorarci”. Sarebbe deleterio. Senza un polpaccio forte una ginnasta non può andare correttamente sull’avampiede, non può saltare in alto, non può muoversi con velocità e sicurezza sulla pedana.
Ecco, non allenare la mente è esattamente la stessa cosa: significa dimenticare un muscolo essenziale. Leggere, libro dopo libro, costruisce una mente più forte, più consapevole e più pronta ad affrontare la complessità di una routine, proprio come un allenamento mirato costruisce una base tecnica solida. È un investimento invisibile, ma potentissimo.

